-
Articoli recenti
-
Unisciti a 2.147 altri iscritti
Meta
E’ uscita oggi la guida operativa al decreto legge 63/2013 (Detrazione 65% Riqualificazione energetica) da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Il Decreto Legge citato, ha prorogato fino al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, introducendo la possibilità di detrarre dall’Irpef anche le spese sostenute per l’acquisto di mobili per l’unità ristrutturata, con un importo massimo di 10.000 euro.
La proroga, inoltre, ha confermato anche il tetto massimo di spesa di 96.000 euro e la ripartizione in dieci rate annuali.
Alla luce di queste e di altre novità, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida alle agevolazioni fiscali legate alla ristrutturazione.
Il documento fornisce tutte le indicazioni per accedere correttamente al beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti.
Gli argomenti trattati dalla guida delle Entrate riguardano:
Se non interverranno ulteriori proroghe, dal primo gennaio 2014 la detrazione del 50% tornerà alla misura ordinaria pari al 36% delle spese sostenute, con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.
Potete scaricare la guida al link sottostante.
E’ uscita oggi la guida operativa al decreto legge 63/2013 (Detrazione 65% Riqualificazione energetica) da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Il Decreto Legge citato, ha prorogato fino al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, introducendo la possibilità di detrarre dall’Irpef anche le spese sostenute per l’acquisto di mobili per l’unità ristrutturata, con un importo massimo di 10.000 euro.
La proroga, inoltre, ha confermato anche il tetto massimo di spesa di 96.000 euro e la ripartizione in dieci rate annuali.
Alla luce di queste e di altre novità, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida alle agevolazioni fiscali legate alla ristrutturazione.
Il documento fornisce tutte le indicazioni per accedere correttamente al beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti.
Gli argomenti trattati dalla guida delle Entrate riguardano:
Se non interverranno ulteriori proroghe, dal primo gennaio 2014 la detrazione del 50% tornerà alla misura ordinaria pari al 36% delle spese sostenute, con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.
Potete scaricare la guida al link sottostante.
31/05/2013 – La detrazione fiscale per la riqualificazione energetica sale dal 55% al 65% e varrà fino alla fine del 2013 per i privati, e fino a giugno 2014 per i condomini. Questi ultimi però accederanno all’agevolazione soltanto se gli interventi riguardano ‘almeno il 25% della superficie dell’involucro’.
Il bonus per le ristrutturazioni mantiene invece l’aliquota del 50%, è prorogato fino alla fine del 2013 ed è esteso agli ‘arredi fissi’ (cucine, armadi a muro ecc.) e agli interventi antisismici nelle aree a rischio.
La nuova detrazione del 65% – spiega il Governo – si concentrerà ‘sugli interventi strutturali sull’involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia. Un’ultima conferma, e non ne sono previste successive – si legge nella nota -, stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto, di migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio’.
Per le spese documentate sostenute a partire dal 1° luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 31 dicembre 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio) – spiega Palazzo Chigi -, spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Secondo il Governo ‘l’effetto concentrato nel tempo della proroga e l’aumento della percentuale della detrazione possono dare un forte impulso all’economia di settore e in particolare al comparto dell’edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale, concorrendo in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell’occupazione e allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile’.
La detrazione del 50% si applicherà anche ai lavori di miglioramento sismico nelle aree a rischio, come annunciato ieri dal premier Enrico Letta a Bologna, al termine di un incontro a un anno dal sisma. “Il Consiglio dei Ministri di domani – ha detto ieri Letta – affronterà il tema della necessità che il nostro Paese rilanci la politica di ristrutturazioni ecocompatibili e a rischio sismico. Ne va del nostro lavoro di prevenzione i cui costi sono infinitamente più bassi dei costi di ricostruzione. Bisogna riqualificare e ristrutturare”.
L’estensione della detrazione anche agli arredi è una novità dell’ultima ora e ricalca una proposta avanzata qualche mese fa da FederLegnoArredo; si tratterebbe di una misura simile a quella già sperimentata qualche anno fa, che consentiva di detrarre parte delle spese (il 20%) sostenute per l’acquisto di arredi nell’ambito di una ristrutturazione.
Ricordiamo che il Decreto-legge che dispone la proroga delle detrazioni contiene anche le norme di recepimento della Direttiva europea 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell’edilizia, la cosiddetta Direttiva ‘Edifici a Energia Quasi Zero’
Fonte: Edilportale
La cessione di un terreno edificabile, anche solo di fatto, è tassabile perchè genera plusvalenza. È questo l’orientamento della Corte di Cassazione, espresso nella sentenza 5166/2013.

La Cassazione ha spiegato che un’area può essere edificabile di diritto o di fatto. Nel primo caso, la zona è qualificata come edificabile nell’ambito di un piano urbanistico. Nel secondo caso, il terreno non è urbanisticamente qualificato, ma esprime un potenziale edificatorio anche al di fuori di una previsione programmatica.
L’edificabilità non programmata si individua attraverso determinate caratteristiche, come la vicinanza dal centro abitato, lo sviluppo edilizio delle zone adiacenti, l’esistenza di servizi pubblici essenziali, la presenza di opere di urbanizzazione primaria, il collegamento con i centri abitati già organizzati.
Nel caso esaminato dalla Cassazione, la Commissione tributaria regionale aveva accertato la plusvalenza e aveva quindi tassato l’immobile. Il proprietario del terreno aveva però presentato ricorso sostenendo che si trattasse di area agricola con la presenza di fabbricati rurali che dovevano essere demoliti per poi essere successivamente recuperati ad uso civile. Ma La Cassazione ha dato torto al proprietario. (riproduzione riservata)
fonte: http://www.edilportale.com
Gran parte del territorio italiano è soggetto ad alto rischio idrogeologico. Salvaguardare i versanti e prevenire il degrado di pendii e terreni terrazzati è un aspetto di fondamentale importanza.
La guida, frutto di un accurato studio geotecnico, rappresenta un utile compendio di definizioni, tipologie di materiali e tecnologie, con particolare riferimento alla costruzione e manutenzione di muri a secco.
Corredati da numerose illustrazioni di realizzazioni pratiche, didascalie e schemi grafici, gli argomenti trattati costituiscono un interessante riferimento in materia di geotecnica, utile a operatori del settore, imprese e progettisti.

L’Istat ha comunicato il dato definitivo sull’Indice dei prezzi al consumo nel mese di Marzo 2013. L’Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati FOI (senza tabacchi) si è attestato sul valore di 106,9.
L’indice è variato di +0,2% su base mensile e di +1,6%su base annua.
L’inflazione acquisita per il 2013 è pari all’1,0%.
Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato in caso di cessazione del rapporto di lavoro intercorsa nel periodo tra il 15/02/2013 ed il 14/03/2013, il coefficiente di rivalutazione della quota accantonata al 31/12/2012 è pari a 0,656690%.
Si ricorda che, a partire dai dati di gennaio 2011, la base di riferimento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2010 (la precedente era il 1995).
Il coefficiente di raccordo dalla base precedente 1995=100 all’attuale 2010=100 è pari a 1,373.
24/04/2013 – Si è svolta stamane la conferenza stampa di presentazione del progetto vincitore del concorso internazionale “Baricentrale” per la riorganizzazione delle aree ferroviarie in via di dismissione. Ad aggiudicarsi il concorso, lo Studio di Massimiliano e Doriana Fuksas con Jordi Henrich I Monràs che, come ha affermato il Sindaco Emiliano, con “genio semplice e poetico hanno risolto il nostro rompicapo” proponendo una soluzione che costituisce “la madre di tutti i progetti urbanistici della città”.
“La città e l’urbanistica” ha esordito Fuksas – presente alla conferenza stampa – “sono temi che tutti gli architetti tentano di tenere lontani”. Il caso di Bari, tuttavia, ha costituito per lui e il suo team un’eccezione. Il progetto, basato sull’idea principale di interrare la ferrovia senza creare sottopassi, è sembrato da subito una “sfida impressionante, un puzzle da comporre coniugando i problemi di una città con una visione collettiva del futuro”.
Da qui la decisione di donare a Bari e alla sua mancanza (quasi) assoluta di verde urbano una chance di riscatto, con la proposta di un “central park” soprelevato di 3 km (78 ettari) che interri la stazione per integrare fra loro parti di città profondamente divise dal nodo ferroviario. Un progetto di impostazione “romana”, non solo per l’origine del progettista, ma anche perchè basato su un cardo (l’asse culturale) e un decumano (l’asse verde).
Il progetto di Fuksas, scelto all’unanimità dalla giuria, riconnette le parti di città separate dalla ferrovia con una soluzione che si è distinta per la semplicità, chiarezza, unitarietà della visione e sostenibilità, anche economica. Il suo essere intrinsecamente flessibile e modulare, inoltre, ne permette la realizzazione per fasi progressive nel tempo.
“Un progetto” a detta della commissione “che ha la capacità di disegnare il futuro della città attraverso la costruzione di una grande infrastruttura pubblica”.
L’architetto austriaco Boris Podrecca, componente della Giuria, ha definito il progetto di Fuksas “chiaro, di una semplicità francescana”. La stazione, da qualche anno al centro dei progetti di riqualificazione urbana, è oggi una “polifonia di funzioni e le soluzioni non possono essere precostituite. Sono vestiti su misura per specifiche città, ciascuna con il suo specifico ‘aroma’. Bari non ha un vero e proprio verde urbano, ma una punteggiata, un piccolo collage di verde. Fuksas, di fronte alla ‘frattura’ costituita dal sistema di nervi ferroviario che divide in due la città, abbatte il ‘limes’, oltrepassa la frontiera, con un parco bombée, incinta al sesto mese. Non un progetto di immagine, di charme, ma attento a tutti gli aspetti”.
Nuovi criteri per la costruzione degli edifici scolastici e per l’organizzazione degli spazi educativi e di apprendimento, in linea con le innovazioni determinate dalle tecnologie digitali e dalle evoluzioni della didattica.

Le Linee Guida – spiega il Ministero – puntano a garantire scuole sicure, sostenibili, accoglienti e adeguate alle più recenti concezioni della didattica, sostenute dal percorso di innovazione metodologica intrapreso grazie alla progressiva diffusione delle ICT nella pratica educativa.
Il documento rinnova i criteri per la progettazione degli spazi e delle dotazioni per la scuola del nuovo millennio, accantonando lo stile prescrittivo delle precedenti, risalenti al 1975. La nuova logica, infatti, è di tipo prestazionale e rende i criteri di progettazione più agevolmente adattabili alle esigenze didattiche e organizzative di una scuola in continuo mutamento.

Le distanze tra edifici possono in genere essere regolate solo dallo Stato, ma sono ammesse deroghe a favore delle Regioni solo se motivate con esigenze di governo del territorio. Se si supera questo limite, le norme regionali che intervengono sulle distanze possono essere dichiarate illegittime.
È questo quello che è accaduto all’articolo 1 comma 2 della Legge 31/1979 della Regione Marche, che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo con la sentenza 6/2013.
Secondo la disposizione regionale, i Comuni possono individuare gli edifici da ampliare nelle zone di completamento con destinazione residenziale, procedura che ha l’efficacia di piano particolareggiato.