La riforma del catasto

L’atteso riordinamento della materia entrera’ in vigore il 27 marzo 2014, con l’obiettivo di correggere le varie iniquita’ in merito alle rendite catastali

             La riforma del catasto secondo la Delega fiscale                 

La legge Delega fiscale che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e che entrerà in vigore il prossimo 27 marzo 2014, all’art. 2 prevede l’attesa riforma del catasto degli immobili. Obiettivo principale della legge Delega, che dovrà essere attuata dal Governo entro un anno dall’entrata in vigore della stessa, è quello di correggere le svariate iniquità, attualmente presenti nel sistema italiano, in merito alle rendite catastali.

Tali iniquità hanno l’effetto di riversarsi sul versamento dell’Imposta municipale propria (Imu) che è calcolata su una base imponibile che prende proprio a riferimento, come dato di partenza, la rendita catastale degli immobili.

Allo scopo di procedere alla determinazione del valore catastale il citato art. 2 stabilisce diversi principi nonché criteri direttivi:

deve essere assicurato il  coinvolgimento dei Comuni  ovvero delle associazioni di Comuni, ove sono collocati gli immobili, nel   processo di revisione delle rendite, anche al fine di assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti;

la riforma del catasto deve avvenire a invarianza di gettito,  quindi, prendendo in considerazione le condizioni socio-economiche e dell’ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell’ISEE, da  rilevare anche attraverso le informazioni fornite dal contribuente, per il quale sono previste particolari misure di tutela anticipata in relazione  all’attribuzione delle nuove rendite, anche nella forma dell’autotutela      amministrativa;

  • è  previsto un meccanismo di  monitoraggio da parte del Parlamento del processo di revisione delle      rendite;
  • dovranno   essere rideterminate le definizioni      delle destinazioni d’uso catastali, distinguendole in ordinarie e      speciali, tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e      delle conseguenti diverse utilizzazioni degli immobili;
  • allo      scopo di procedere alla determinazione del valore catastale per le unità      immobiliari a destinazione  catastale ordinaria (quindi gli immobili rientranti nelle categorie catastali A, B e C, come ad esempio abitazioni, uffici,ecc.) si dovranno prendere a riferimento i metri quadrati nonché le caratteristiche degli      immobili.Tale valore così      calcolato dovrà poi allinearsi al valore di mercato. Inoltre, allo scopo      di addivenire alla rendita      catastale definitiva dovranno essere applicati al valore come      calcolato più sopra, dei coefficienti i quali dovranno prendere in      considerazione le caratteristiche edili proprie dell’immobile. Si pensi a      mero titolo esemplificativo all’anno di costruzione dell’immobile ovvero      alla sua localizzazione;
  • invece,      con riferimento al calcolo delle      rendite per le unità immobiliari a destinazione catastale speciale      (per meglio dire per gli immobili che rientrano nella categoria catastale      D, a mero titolo esemplificativo si pensi ai capannoni industriali,      opifici, ecc.) dovrà essere utilizzato un metodo di stima diretta. Più nel      dettaglio si dovranno applicare dei metodi standardizzati nonché nei      parametri di consistenza puntuali per ogni tipologia rientrante nella      categoria catastale speciale. Ove non sia possibile prendere in      considerazione dei valori di mercato si prenderà a riferimento il metodo      reddituale ovvero quello del costo in presenza di immobili strumentali.
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Pagamenti tramite carta di credito (POS) per professionisti

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Sulla Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2014 è stato pubblicato il Decreto del 24 gennaio 2014 contenente definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di credito.

Il Decreto prevede che i soggetti che effettuano attività di vendita o prestazione di servizi (architetti, ingegneri, geometri, etc.) sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, ai sensi dell’articolo 15, comma 4, del Decreto 179/2012, convertito in Legge 221/2012.

Fino al 30 giugno 2014, l’obbligo si applica limitatamente:

  • a tutti i pagamenti di importo superiore ai 30 Euro;
  • alle attività commerciali o professionali che abbiano un fatturato, relativamente all’anno precedente, superiore a 200 mila Euro.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del testo, dovrà essere emanato un nuovo Decreto in cui potranno essere individuate nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato e previsti ulteriori strumenti di pagamento elettronico, anche con tecnologie mobili.

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Attestato Certificazione Energetica

Il panorama della certificazione energetica degli edifici è confuso da norme che al momento sembrano sovrapporsi. Decreto Destinazione Italia, legge di Stabilità per il 2014 e Decreto Milleproroghe hanno dettato disposizioni che, in poco tempo, hanno introdotto, modificato e in seguito annullato l’obbligo di allegare l’APE, Attestato di prestazione energetica, ai contratti di compravendita e affitto degli immobili. Il problema è che tutte le norme in questione sono in vigore, pur se in contrasto tra loro.
Fino all’inizio dell’autunno, la regola vigente era quella della Legge Ecobonus, che ha
recepito la Direttiva 2010/31/Ue sul rendimento energetico in edilizia, che prevedeva la nullità dei contratti di compravendita e affitto stipulati in mancanza dell’Attestato di prestazione energetica.

A differenza della direttiva europea, la legge italiana prevedeva l’obbligo di allegare l’Ape anche alle cessioni a titolo gratuito. Un onere giudicato eccessivo, che ha dato il via a una serie di revisioni.

Dopo una serie di ipotesi per sanzionare la mancata allegazione dell’Attestato di prestazione energetica ai contratti di compravendita e locazione, il Decreto Destinazione Italia, entrato in vigore il 24 dicembre 2013, che non ha ancora iniziato la fase di conversione in legge, stabilisce che i contratti senza Ape sono validi, ma vengono multati con una sanzione dai 3 mila ai 18 mila euro.
Nelle locazioni di singole unità immobiliari, invece, la multa è stata fissata tra i mille e i 4 mila euro. Nei contratti di durata fino a tre anni, la sanzione è stata ridotta della metà. Non è previsto invece nessun obbligo nei contratti di trasferimento a titolo gratuito.

La Legge di Stabilità per il 2014, in vigore dal primo gennaio, ha fatto slittare l’obbligo di allegare l’Attestato di prestazione energetica all’entrata in vigore del decreto ministeriale che adeguerà il DM 26 giugno 2009, contenente le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.

Ciò significa che si potrebbero ancora concludere contratti senza l’obbligo di allegare l’Ape, andando però in contrasto con le norme di indirizzo comunitarie.

Il Decreto Milleproroghe, entrato in vigore il 31 dicembre 2013, ha infine introdotto nuove specifiche per gli immobili pubblici stabilendo che l’Ape può essere acquisito anche dopo la stipula del contratto per la cessione dell’immobile. La norma non specifica però quanto tempo si avrà a disposizione per produrre l’Ape.

Come accennato all’inizio, le tre norme sono tutte in vigore e due di esse stanno per affrontare l’iter per la conversione in legge.

In questa fase dovrà quindi essere trovata una soluzione univoca.

Fonte Edilportale

Consiglio dello StudioSaglia.

  • L’APE è un documento importante, che caratterizza l’edificio, è valido 10 anni, e al di là dei giochetti della politica italiana, è una certificazione resa obbligatoria in tutta Europa.
  • Visto che fare un APE per un alloggio costa non più di 200€ (chiedete un preventivo allo studio) si consiglia, nel perdurare di questo caos normativo, di farlo sempre e comunque, non rischiando sanzioni altissime o addirittura nullità degli atti.
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Via libera del Governo alla legge contro il consumo di suolo

Dopo anni di pressione da parte di ambientalisti ed urbanisti, l’Italia, che consuma 8 metri quadrati di suolo al secondo, si pone finalmente di fronte a questo annoso e prioritario problema.

La lettura della stesura definitiva ci dirà la reale portata di questo provvedimento.

Costruire solo riutilizzando il patrimonio esistente. È questo il must del disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato, approvato in Consiglio dei Ministri.

                                        L’Italia consuma 8 metri quadrati di suolo al secondo

Come spiegato dal Ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, e dal Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la norma cerca di ottenere un  risparmio del suolo ripristinando un equilibrio tra l’eccessiva cementificazione, che aggrava il dissesto idrogeologico, e la scarsità di terreni destinati all’agricoltura.

Per questo motivo la norma prevede che i terreni che usufruiscono di aiuti di Stato potranno essere utilizzati solo per uso agricolo, mentre saranno concessi incentivi agli interventi di recupero del patrimonio rurale. Allo stesso tempo, il ddl definisce come agricoli tutti i suoli destinati all’agricoltura, a prescindere dal fatto che vengano realmente coltivati.

Il ddl prevede inoltre il risanamento di complessi edilizi situati nei centri storici e interventi di qualificazione dell’ambiente e del paesaggio che abbiano come obiettivo anche la messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico, soprattutto di quelle più esposte a eventi meteorologici estremi.

Per controllare il rispetto della norma, sarà istituito un Comitato interministeriale col compito di monitorare il consumo di superficie agricola e realizzare ogni anno un rapporto a livello nazionale. Al Ministero delle Politiche agricole sarà inoltre istituito un registro dei Comuni virtuosi, che al consumo di suolo preferiranno il riuso.

Secondo il Ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, il decreto rappresenta un cambio di mentalità verso un’edilizia di riuso e rigenerazione, che possa far muovere l’economia senza un ulteriore impatto sull’ambiente e sulle attività agricole.

Per il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la norma apre a uno scenario in cui si potrà costruire solo se prima si dimostra che si è riutilizzato il patrimonio esistente. Attorno a questo paletto il Ministro orlando prevede una serie di interventi per incentivare realmente e rendere convenienti gli interventi di recupero.

Giudizio positivo anche dal Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che ora spera in un’accelerazione sulle politiche di rigenerazione urbana sostenibile.

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Verso la proroga delle agevolazioni fiscali in edilizia

La legge di stabilità 2014 in fase di approvazione, se non ulteriormente modificata “dovrebbe” prevedere il seguente quadro normativo per le agevolazioni fiscali in edilizia:

Ristrutturazioni edilizie (ex 36%):

Proroga delle detrazioni sulle spese rimaste a carico di privati e di soggetti percettori di reddito d’impresa, nelle seguenti misure:

  • 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014;
  • 40% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.

Il volume dei costi cui commisurare le detrazioni, non può superare l’ammontare di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, tenendo conto, in caso di prosecuzione dei lavori, anche delle spese sostenute negli anni precedenti.

Acquisto di mobili e grandi elettrodomestici:

E’ parimenti prorogato al 31 dicembre 2014 il termine per la fruizione dell’incentivo fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore a A+, ovvero A per i soli forni, qualora si tratti di apparecchiature per le quali è prevista l’etichettatura energetica, su un ammontare complessivo di costi non superiore a 10.000 euro. Tale detrazione, al pari delle precedenti, deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, a partire dall’esercizio in cui le spese sono sostenute.

Risparmio energetico (ex 55%):

Proroga delle detrazioni sulle spese rimaste a carico di privati e di soggetti percettori di reddito d’impresa, nelle seguenti misure:

  • 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014;
  • 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.

Le determinazioni di cui sopra, valgono anche con riguardo agli interventi avviati su parti comuni di edifici condominiali di cui agli artt. 1117 e 1117-bis del codice civile o sulla integralità delle unità immobiliari di cui si compone il condominio.

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Dal Ministero del Lavoro la guida alle semplificazioni introdotte dal Decreto del Fare

Il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della “Legge del Fare” (Legge98/2013), ha pubblicato una “Guida alle semplificazioni”.La guida, scritta in maniera semplice e chiara, fornisce al cittadino   indicazioni su tutte le nuove semplificazioni introdotte.
In particolare tratta i seguenti argomenti:

  •   indennizzo   automatico e forfettario
  •   date   di efficacia dei nuovi obblighi
  •   semplificazioni   per l’Edilizia
  •   semplificazioni   in materia di DURC
  •   semplificazione   degli adempimenti formali in materia di lavoro
  •   semplificazione   del procedimento per l’acquisto della cittadinanza
  •   trasmissione   telematica del certificato medico di gravidanza
  •   semplificazioni   per le prestazioni lavorative di breve durata
  •   zone   a burocrazia zero
  •   semplificazione   del procedimento per l’autorizzazione paesaggistica
  •   semplificazioni   in materia di ambiente
  •   soppressione   di certificazioni sanitarie

GuidaAlleSemplificazioni_DecretodelFare

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Renzo Piano progetta la casa più piccola al mondo.

http://www.repubblica.it/esteri/2013/07/29/foto/la_casa_pi_piccola_del_mondo_6mq_progettati_da_renzo_piano-63934807/1/?ref=HRESS-6#5

Diogene è la microcasa ideata e progetta da Renzo Piano che misura 6mq e costa 17mila sterline (circa ventimila euro). Dispone di cucina, camera da letto e doccia. Fatta interamente di legno dispone anche di un sistema di raccolta dell’acqua e pannello solare. In un’intervista, l’architetto ha raccontato che l’idea di una casa mimimalista e ridotta all’essenziale è sempre stato il suo sogno, quasi un’ossessione. Alla fine è riuscito a trovare un partner per la realizzazione ed ecco la casa più piccola del mondo, costruita  per il Vytra Campus di Weil am Rhein in Germania. Diogene è il nome scelto per ricordare il filosofo greco che scelse di vivere in povertà e rfugiarsi all’interno di una botte.

 

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Consumo del suolo: le Regioni bocciano il ddl

Critica la posizione delle Regioni sul ddl approvato dal Cdm sul contenimento del consumo di suolo.

 

Secondo i tecnici degli Enti lo schema normativo, oltre al rischio di portare a un blocco degli strumenti urbanistici vigenti, è privo di una visione strategica del territorio.
In vista della Conferenza Unificata, che dovrà esaminare lo schema di articolato approvato lo scorso 15 giugno dal Consiglio dei Ministri avente ad oggetto “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”, si sono riuniti i tecnici delle Regioni, competenti in materia di governo del territorio, che hanno fatto una pre valutazione.
Piuttosto critica la posizione espressa dalla quale emerge la condivisone dei principi di fondo ma al tempo stesso la sostanziale contrarietà alla struttura dell’articolato che affronta un tema, di per sé complesso e strategico, in un’ ottica settoriale senza cioè una visione integrata del territorio. Tale percorso normativo dovrebbe essere, invece, affrontato unitamente alla riforma del governo del territorio a livello statale. Necessità, quest’ultima, peraltro più volte auspicata e ribadita dalle stesse Regioni anche nell’ambito del Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane (CIPU) e nel documento finale che qualche mese fa è stato divulgato.
Tra l’altro, evidenziano i tecnici delle Regioni, lo schema di Ddl oltre a ledere le competenze legislative delle Regioni sembrerebbe voler perseguire l’ambizioso obiettivo di riduzione del consumo di suolo attraverso, di fatto, un sostanziale (e inaccettabile) blocco degli strumenti urbanistici vigenti.

Fonte: Ediliziainrete

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Detrazione 50% anche per elettrodomestici da incasso

La detrazione del 50% sarà estesa agli elettrodomestici da incasso

Emendamento del Senato: accederanno al ‘bonus mobili’ anche gli elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+

La detrazione fiscale del 50% sulle spese per l’acquisto di mobili nell’ambito delle ristrutturazioni si applicherà anche agli elettrodomestici da incasso, ma le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici dovranno rientrare nel tetto massimo di spesa di 96.000 euro previsto per la ristrutturazione.

Lo prevede un emendamento approvato dalle Commissioni Finanze e Industria del Senato.

L’emendamento propone di estendere il beneficio fiscale, il cosiddetto ‘bonus mobili’, agli elettrodomestici da incasso di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) e alle apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Quindi, salvo ulteriori modifiche, rientreranno nel ‘bonus mobili’ anche forni, lavastoviglie e frigoriferi da incasso acquistati per arredare un immobile ristrutturato.

La detrazione delle spese per i mobili sarà calcolata su un ammontare massimo di 10.000 euro (max 5.000 euro di bonus) e dovrà essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. La procedura per la detrazione sarà la stessa della ristrutturazione: occorrerà effettuare i pagamenti con bonifico e conservare la documentazione per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il bonus mobili si applica alle spese per l’acquisto di mobili sostenute tra il 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del DL 63/2013) e il 31 dicembre 2013, nell’ambito di una ristrutturazione edilizia, mentre la detrazione delle spese per gli elettrodomestici scatterà solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del DL 63/2013, che conterrà la modifica.

Il disegno di legge di conversione del DL 63/2013 approderà il 2 luglio in Aula al Senato e dovrà completare il suo iter entro il 6 agosto 2013, data di scadenza del Decreto-Legge.
(Fonte Edilportale)

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Il testo ufficiale del Decreto del Fare

foto Notizia

Il decreto è entrato già in vigore sabato 23 giugno, è composto da 86 articoli suddivisi nei seguenti titoli:

  • Titolo I – Misure per la crescita economica (artt. 1 – 27)
  • Titolo II – Semplificazioni (artt. 28 – 61)
  • Titolo III – Misure per l’efficienza del sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile (artt. 62 – 86)

Gli articoli che riguardano l’edilizia sono il 30 ed il 31.

DECRETO del FARE

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