Via libera del Governo alla legge contro il consumo di suolo

Dopo anni di pressione da parte di ambientalisti ed urbanisti, l’Italia, che consuma 8 metri quadrati di suolo al secondo, si pone finalmente di fronte a questo annoso e prioritario problema.

La lettura della stesura definitiva ci dirà la reale portata di questo provvedimento.

Costruire solo riutilizzando il patrimonio esistente. È questo il must del disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato, approvato in Consiglio dei Ministri.

                                        L’Italia consuma 8 metri quadrati di suolo al secondo

Come spiegato dal Ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, e dal Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la norma cerca di ottenere un  risparmio del suolo ripristinando un equilibrio tra l’eccessiva cementificazione, che aggrava il dissesto idrogeologico, e la scarsità di terreni destinati all’agricoltura.

Per questo motivo la norma prevede che i terreni che usufruiscono di aiuti di Stato potranno essere utilizzati solo per uso agricolo, mentre saranno concessi incentivi agli interventi di recupero del patrimonio rurale. Allo stesso tempo, il ddl definisce come agricoli tutti i suoli destinati all’agricoltura, a prescindere dal fatto che vengano realmente coltivati.

Il ddl prevede inoltre il risanamento di complessi edilizi situati nei centri storici e interventi di qualificazione dell’ambiente e del paesaggio che abbiano come obiettivo anche la messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico, soprattutto di quelle più esposte a eventi meteorologici estremi.

Per controllare il rispetto della norma, sarà istituito un Comitato interministeriale col compito di monitorare il consumo di superficie agricola e realizzare ogni anno un rapporto a livello nazionale. Al Ministero delle Politiche agricole sarà inoltre istituito un registro dei Comuni virtuosi, che al consumo di suolo preferiranno il riuso.

Secondo il Ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, il decreto rappresenta un cambio di mentalità verso un’edilizia di riuso e rigenerazione, che possa far muovere l’economia senza un ulteriore impatto sull’ambiente e sulle attività agricole.

Per il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la norma apre a uno scenario in cui si potrà costruire solo se prima si dimostra che si è riutilizzato il patrimonio esistente. Attorno a questo paletto il Ministro orlando prevede una serie di interventi per incentivare realmente e rendere convenienti gli interventi di recupero.

Giudizio positivo anche dal Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che ora spera in un’accelerazione sulle politiche di rigenerazione urbana sostenibile.

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